Giocare sul serio

Milano

Una delle copertine del numero di giugno di Wallpaper* dovrebbe essere incorniciata in ogni luogo di lavoro. Work is Play è una frase che dovremmo ricordarci di continuo, un mantra dedicato a chi lavora, soprattutto a chi lavora in un ambito creativo. Di solito associamo il lavoro a stress, delusioni, competizione,ma dovremmo dedicarci al divertimento, al sorriso, alla competitività che ci insegna lo sport.

Quando si agisce, si dovrebbe sempre avere un fine ultimo grande, ambizioso, di quelli che coinvolgono parole come felicità, pace, armonia, energia, togliendone ogni aspetto mistico, fino a farle diventare concrete, operative, persino strategiche. Non c’è nulla di più serio del gioco: lo sostengono in molti, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso.

Domenico De Masi, sociologo del lavoro, amante del Brasile, professore universitario, anima del Festival di Ravello, è uno dei massimi esperti della workless growth, della crescita senza lavoro. La sua provocazione paradossale cancella il confine tra otium e negotium, tra lavoro e gioco, tra ciò che siamo e ciò che facciamo. La sua è un’intelligenza pragmatica, quella di un bambino, che – come dice il motto che apre il suo sito – fa “essere leggeri come una rondine, non come una piuma”.

Lo stile del lavoro dovrebbe essere dunque quello della rondine, leggera, veloce e forte, non quello della piuma, affascinante e poetica, ma non padrona del suo destino.

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