Too much is too much?

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New York

Abbiamo comprato, stracomprato, iperacquistato. E ora ci siamo stufati.

Si sta già parlando di un ritorno dell’understatement, ma non è detto che sia solo una questione etica. Di certo è anche una questione di stile, di vero e proprio stile di vita, di comportamento e di pensiero (massì, mettiamoli tutti assieme!). Ancora una volta etica ed estetica vanno di pari passo, scavalcando la moda, che dimostra di nuovo una arretratezza cronica, ormai decennale.

Nel noiosissimo documentario Terra Madre, l’attivista indiana Vandana Shiva esprime un concetto condivisibile: non dobbiamo lavorare sui nostri acquisti, ma sui nostri desideri. Desiderare meno è la chiave per consumare meglio. Ridefinire i bisogni è una necessità che si è imposta con la crisi mondiale in corso, ma si sta dimostrando un efficace antidoto anche al cattivo gusto, al troppo che stroppia, all’eccesso di tutto, dal cibo ai vestiti, dal design alle decorazioni.

Il consumo sta quindi definendo “per forza” quello che la moda avrebbe dovuto intraprendere “per stile”.

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