La forma della sostanza

Milano

Dopo la recente morte di Alexander McQueen sono state dette un sacco di cose, alcune molto belle e azzeccate.

Tutti i commentatori sono d’accordo nel sostenere che fosse un grande, per mille motivi. Uno in particolare lo rende letteralmente un vero rivoluzionario da storia della moda: la capacità di creare forme.

Tutti i grandi stilisti del ‘900 sono riusciti a creare una nuova forma del corpo umano: cubista per Coco Chanel, geometrico per Yves Saint-Laurent, perfetto per Valentino, ipersexy per Gianni Versace, trasversale ai generi per Giorgio Armani. E totalmente artificiale per Alexander McQueen.

Cresciuto professionalmente lavorando per i sarti inglesi più tradizionali, McQueen sapeva come creare un corpo ideale, racchiuso dentro armature che, di anno in anno sono diventate sempre più estreme, fino a portare alla nascita delle celeberrime scarpe armadillo. Aveva in mente un corpo ideale, ipertrofico ma mai deforme, un corpo tra fantascienza e arte, tra performance e scultura.

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