Massage : message = mass age : mess age

La rilettura di The Medium is the Massage di Marshall McLuhan è sempre un viaggio sorprendente. Scritto nel 1967 (44 anni fa!), sembra pensato dopo l’arrivo dei social network. Per i suoi ragionamenti McLuhan aveva a disposizione una formazione letteraria classica e l’esperienza diretta della televisione.

Tra citazioni di Platone e Bob Dylan, Socrate e The Beatles, riferimenti alla pedagogia  e alle neuroscienze, la grafica per il contenuto di Quentin Fiore, questo libro è un piccolo classico senza tempo, in cui ogni frase potrebbe meritare un volume della Britannica di approfondimento, ma arriva comunque con la forza rivelatrice della poesia.

La fine della privacy e del diritto d’autore, la necessità di educare non solo attraverso i libri, la giustizia mediatizzata, la politica spettacolo, l’orientalizzazione dell’Occidente, la diffusione dell’arte nel quotidiano, le trasformazioni delle città: in questo libro c’era già tutto, ma ci sono anche suggerimenti non ancora comprensibili pienamente, che probabilmente capiremo con l’arrivo delle prossime tecnologie.

Sul sito McLuhan Speaks, gli eredi dello studioso canadese hanno raccolto una serie di interviste televisive, ricche di spunti di riflessione e provocazioni visionarie, mai snob o arroganti. La grande lezione di McLuhan ci dice che tutti possono arrivare alla pattern recognition, ognuno oggi ha gli strumenti e la velocità necessaria per farlo. La consapevolezza globale diventa sempre più possibile: basta solo fare un bel respiro e prendere la rincorsa.

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