Rollover creativity: tracciare per determinare

Un contributo per Il Sole sui Tetti di Felice Limosani con il Gruppo 24 Ore. La guida completa in pdf può essere scaricata qui.

La creatività è sempre orientata al cambiamento di prospettiva, alla ricerca del nuovo, tanto nelle forme e quanto nei contenuti, ma ha visto nel corso dell’ultimo secolo una diffusione senza uguali nella storia dell’umanità, portando ad uno scatto che è persino stato equiparato niente di meno che ad un passaggio evoluzionistico. Oggi l’idea stessa di “novità” è insufficiente per descrivere ciò che è creativo, soprattutto per il crollo della distinzione tradizionale tra fenomeni di massa e avanguardie. Creatività diffusa, eccezionalità del quotidiano, ripetizione (pura, non più differente!), copia e incolla sono ormai parole comuni, che hanno messo in discussione i concetti di tendenza, originalità e “mai visto”.

I progetti ed i fenomeni spontanei più innovativi di oggi sono in grado di garantire la propria diffusione solo nel momento in cui si inseriscono in correnti, in percorsi di senso che si spostano di continuo tra massa e nicchia, tranciando definitivamente il confine che separava tradizione e avanguardia, ciò che è in piena luce e quello che sta per emergere dall’ombra.

Questo fenomeno si può osservare nella musica, nella moda, nella tecnologia, nella cultura alimentare e nella cura del corpo.

Non esiste fenomeno macro senza una radice precisa in un fenomeno precedente, in un caso di nicchia o di massa già consolidato: ogni grande innovazione attecchisce e si diffonde soltanto se si basa su un terreno fertile, fatto di desideri, gusti, condizioni materiali e ambientali radicate. Un ragionamento analogo si può applicare alle tendenze micro, sempre meno pure ma sempre più autentiche, difficili da distillare nella loro struttura ma sempre più originali: nascono da contesti tradizionalmente distanti, si legano in modo chiaro a persone e luoghi, si differenziano per una peculiare unicità.

Tutti questi fenomeni si muovono in linea retta dal passato verso il futuro, ma del passato non si dimenticano, avvitandosi e tornando sui loro passi, o sui passi tracciati da altri. La creatività oggi non teme di copiare e incollare e si nutre delle dinamiche della “Ctrl+C Ctrl+V generation”, la generazione del copia e incolla. L’innovazione unisce la tensione al futuro con la voglia di memoria, definendo così un noto e riconoscibile movimento a spirale.

Ma questa spirale non è affatto ferma: si nutre di contatti e ha la necessità di andarne costantemente in cerca, in Rete e non solo. Se si tratta dunque ancora di spirali, oggi è chiaro che sono in movimento. La creatività si costruisce dunque con fenomeni che “rotolano” inesorabili, che compiono un moto circolare e costante tra alto e basso, nicchia e massa, macro e micro, lusso e cheap, revisione e visione. Rotolano e raccolgono, creano movimento attorno ad un asse per andare in cerca di quello che è necessario per nutrirle, farle crescere, renderle uniche. Nella dinamica di questo rolling over, possiamo immaginare delle macchine biologiche di mostruosa bellezza, oppure dinamiche nelle quali luci e ombre sono altrettanto ambigue e affascinanti. Ma possiamo anche individuare una serie di parole chiave, aree semantiche e progettuali per la definizione di una visione delle tendenze creative che sia più vicina alla contemporaneità stretta, dimensioni attorno alle quali strutturare la capacità di poterle individuare, seguire e descrivere:

Presente: si può individuare nell’osservazione della realtà, dell’oggi, delle diverse forme espressive e creative del contemporaneo;

Passato: una tendenza creativa autentica non è un fenomeno improvviso ed evanescente, ha radici in uno ieri, recente o remoto;

Percorso: la creatività è un processo inesorabilmente evolutivo, unisce i puntini secondo un senso preciso, non nasce dal nulla o dalla pura intuizione;

Proiezione: ogni tendenza ha nella sua stessa natura una dimensione legata al proprio futuro, che può essere identificato, in alcuni casi accompagnato o persino guidato dagli operatori della creatività;

Progetto: la nascita di un progetto è il naturale destino verso cui rotola ogni processo creativo, che si dimostra fertile quando capace di generare nuovi stili e comportamenti.

Volendo accorpare questi valori non solo al concetto, ma alla stessa parola “trend”, si possono costruire coppie di acronimi che comprendono tutti gli elementi utili sia in fase di ricerca, sia in fase di progettazione: una sorta di vademecum, di regola aurea per la progettazione di un processo creativo che parte dalla ricerca sul campo e arriva fino al progetto.

Track / Trace: è questa la dimensione del presente, della fase in cui l’osservazione assume il suo ruolo fondamentale: tracciare e non solo osservare, seguire e non solo ritrarre. Il presente diventa la cartina al tornasole dell’innovazione, il passaggio in cui la flânerie diventa coolhunting, in cui la serendipity lascia il posto alla ricerca: non si tratta semplicemente di vagare per le città, osservare quello che accade e attendere un’illuminazione. Al contrario, l’analisi del presente individua fenomeni isolati e crea percorsi di significato, legati tra di loro da settori attigui, mondi di riferimento, comportamenti analoghi. Non è quindi sufficiente rinvenire fenomeni e novità, bensì metterli in relazione per ottenere una vera e propria mappatura dell’esistente.

Recover / Reload: recuperare quello che di ancora valido si trova nel passato, assume oggi una valenza quasi etica, all’insegna della “sostenibilità delle idee”. Partire ogni volta da zero è uno spreco di risorse, ragion per cui si rende necessaria la conoscenza delle storie, opportunamente inserite in scenari socio-culturali di ampio respiro. Il puro e semplice recupero nostalgico porta verso il passato e non dirige verso il futuro: per diventare progetto, il ricordo deve essere ricaricato, rilanciato, aggiornato, esattamente come si farebbe con una pagina web invecchiata e statica. Il passato ritorna sempre, ma sempre sulla base di una spirale che, nonostante ritorni sui suoi passi, lo fa sempre in modo diverso, con uno scarto che è spesso indice di innovazione.

Evolve / Envision: il passato e il presente diventano vivi e fecondi nella visione, con ipotesi teoriche che hanno l’ambizione (e la capacità) di fornire squarci sul futuro. Le visioni personali si irrobustiscono quando entrano in contatto con le visioni di pensatori, ricercatori, artisti, sociologi, filosofi, progettisti, designer. È in questa fase che l’intuito e la sensibilità personale si mettono direttamente a confronto con visioni avanzate del futuro, con pensieri più ampi e liberi. Per vedere lontano è necessario astrarre, cercare di allontanarsi dal presente, da passato e dalla contingenza degli obiettivi che ci hanno o ci siamo dati.

Narrate / Network: il percorso che lega gli elementi precedenti necessita di una fase di organizzazione che si innesta a pieno titolo nella trasmissione, nel racconto di quanto raccolto. Le dinamiche dello storytelling ci permettono di dare struttura solida all’analisi, così come rendono possibile una comunicazione efficace dei risultati: non esiste ricerca completa senza condivisione. Mettere in relazione quanto finora individuato (tra analisi del presente, rilancio del passato e ipotesi sul futuro) non significa soltanto fare ordine, bensì generare significati, guidare nella definizione della fase finale e fondamentale: il progetto.

Design / Determine: il concetto di “ispirazione” è ormai sepolto nel passato, legato ad una visione naïf e romantica della creatività, una creatività che arriva magicamente, come un dono inaspettato del talento. I settori che negli ultimi decenni hanno meglio saputo mettere a frutto tale approccio, sono senza dubbio tecnologia, architettura e design, esempi di rigore progettuale applicato alla vita reale. Non è un caso che si vadano diffondendo commistioni virtuose tra questi ambiti creativi: le più grandi innovazioni messe in atto da tecnologia, architettura e design, ci dimostrano come un progetto memorabile sia il punto d’incontro tra ingegneria e arte, tra scientificità e intuito, tra prodotto e opera, cultura e spettacolo.

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