When bigger is better

Visitando la mostra A Bigger Picture, la prima cosa che si nota è che David Hockney sa dipingere, eccome se sa dipingere!

La qualità di ogni suo gesto è quella dei grandi maestri. Possiede la tecnica, sa come applicarla e sa come stravolgerla nello stesso dipinto. Conosce la storia della pittura e passa con disinvoltura dallo spazio barocco allo spazio elettrico di Cèzanne. Ma non solo. In questa mostra si riscoprono le nebbie nordiche di Leonardo, i colori acidi di Pontormo, l’ampiezza grandangolare dei panorami di Constable e Turner, le ombre colorate degli impressionisti, i cieli allucinati di Van Gogh, le forme sbilenche di Picasso, la vertigine fredda di De Chirico, la natura carnosa di Matisse e Rousseau il Doganiere, gli alberi di Mondrian (prima che diventassero pure geometrie), le pennellate grasse di Morlotti, ma anche quelle essenziali di De Pisis. Ma non si tratta di omaggi: Hockney sa prendere il passato senza citarlo, lo utilizza e sfrutta come fosse materia, a suo uso e consumo. Infatti riconosciamo anche l’occhio contemporaneo, quello che usiamo noi oggi, quello delle fotografie che facciamo con le app, gli alberi blu, i tronchi rosa, i campi rossi e terra viola come in un set dei Simpsons.

E la tecnologia che usa (fotografia, video, iPhone e iPad) non è che uno strumento che nelle sue mani assume un significato pieno e completo. La sua è una ricerca instancabile, una passione purissima per la raccolta di sfumature, in ogni stagione e con ogni condizione atmosferica. Nel ciclo The arrival o spring ogni quadro sembra la pagina di un diario. O di un calendario.

Colpisce anche l’abbondanza di spazi vuoti, senza esseri umani, solo qualche traccia del loro passaggio e della loro presenza.

Hockney sa fare quello che sanno fare solo le grandi menti: mostrarti l’ovvio come se lo stessi scoprendo per la prima volta. I suoi video a 18 schermi scompongono la visione in 18 megapixel ad altissima definizione. Roba che nemmeno il 3D. E i suoi enormi quadri compositi sono somme di visioni parziali che diventano totali.

David Hockney RA, A Bigger Picture

Royal Academy of Arts, Londra 21 gennaio – 9 Aprile 2012

(Ispirato da uno splendido 74enne, questo è il mio primo post scritto completamente con un’iPhone, un po’ durante la visita alla mostra, un po’ in aereo, sulla via per Milano).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...