Agatha loves Elio

Questa sera si presenta a Milano il libro “Agatha Ruiz de la Prada loves Elio Fiorucci. Arte e moda dalla pop al neopop”, curato da Fabriano Fabbri e Federica Muzzarelli. All’interno c’è un mio breve saggio dedicato al coolhunting. Di seguito un estratto di quello che ho scritto.

Le basi nobili della ricerca delle tendenze possono essere individuate nella pratica sociologica ed antropologica dei primi anni del ‘900, ma applicazione a fini creativi e commerciali è cosa più recente, ed Elio Fiorucci rappresenta il vero pioniere in questo ambito.

(…) Nel corso degli anni la direzione artistica della casa è affidata ad un gruppo di creativi che si riunisce a partire dal 1977 sotto il nome di Ufficio Dxing: la struttura non è gerarchica e diventa fondamentale il “turismo visivo”, ovvero la ricerca continua di novità in tutto il mondo e in tutte le espressioni artistiche, da quelle ufficiali fino all’underground: ci troviamo qui di fronte ad un vero prototipo di quello che dopo vent’anni prenderà il nome di coolhunting. L’Ufficio Dxing presiede non solo alla ricerca, ma anche allo studio dei capi d’abbigliamento e degli accessori, delle etichette, delle shopping bag, dell’arredamento dei negozi, delle vetrine, dell’organizzazione degli eventi.

I primissimi anni Ottanta segnano l’ingresso nella moda di Agatha Ruiz de la Prada. Il suo percorso è opposto a quello di Fiorucci, ma complementare. Se la creatività di Fiorucci cresce “dal basso”, quella di Agatha nasce “dall’alto”, da una dimensione d’avanguardia, ma più istituzionale: infatti “condivide le sue inquietudini con i creativi più illustri del momento. Andy Warhol, Chillida, Bofil, Umbral, Almodóvar, Annie Leibovitz e tanti altri”. Negli anni in cui Fiorucci organizza feste memorabili allo Studio 54, Agatha apre regolarmente il suo studio di calle Marqués de Riscal per happening a cui prendono parte artisti, intellettuali, buona società madrilena. Se Fiorucci punta su kitsch, nani da giardino, iconografia indiana, pinup degli anni ’50, la fonte d’ispirazione di Agatha sono Sonia Delaunay, Donald Judd, Paco Rabanne.

(…) Ciò che unisce i due creativi è la passione viscerale per la mescolanza e per la ricerca onnivora, in ogni settore, con un moto assimilabile alla filosofia di un altro grande sintetizzatore di stili, Paul Smith: “You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again)”. Allo stesso modo, il loro intervento creativo non si limita all’abbigliamento, ma si allarga fino ad arrivare al design, all’arredamento, alla grafica, con il desiderio di vestire non solo le persone, ma di investire mondo intero.

La “tendenza Fiorucci” vive dell’osservazione della strada, mentre la “tendenza Agatha” si nutre di cultura alta: tuttavia entrambi vanno nella direzione di una libertà spensierata e folle, fatta di gioia, colore, icone e spirito pop. Ed ecco che la “Love Therapy” all’italiana, si intende alla perfezione con il cuore scelto come logo della casa spagnola.

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