Fashion blogger ante litteram

Bill Cunningham è uno dei personaggi più conosciuti nel mondo della moda, ma è probabilmente il più grande outsider del sistema. Bill fotografa ininterrottamente dal 1978 le persone per le strade di Manhattan, creando per il New York Times dei ritratti settimanali di quello che succede all’incrocio tra la 5th e la 57esima, alle serate del Village, alle feste di beneficenza di Uptown. La sua storia è stata ben raccontata da un documentario di Richard Press, che dovrebbe essere una visione obbligatoria per tutti quelli che lavorano nella moda. E potete iniziare con il trailer qua sotto.

Cunningham ama le persone. Tutte. Ama gli abiti e coloro che li indossano, e chissenefrega che tu sia Anna Wintour (“We all get dressed for Bill” sentenzia nel documentario) o una persona sconosciuta che sta andando in ufficio. Quello che importa sono eleganza e capacità di osare, stile (e non importa quale!) e personalità. Bill guarda chiunque con gli stessi occhi da bambino, con una purezza, un entusiasmo e una coerenza che lasciano quasi interdetti. E sono valori che nella moda sono visti come fumo negli occhi: la purezza sostituita dal cinismo, l’entusiasmo ucciso dall’avidità, la coerenza dimenticata seguendo trend artificiali.

E a proposito di avidità, Cunningham dice ad un certo punto del documentario: “Don’t touch the money!”. Infatti vive come un eremita nella metropoli, si veste sempre allo stesso modo, ripara i suoi impermeabili col nastro adesivo. Ma non sono i soldi il problema: qui la questione è la libertà, perché come dice Bill, “Money is cheap and freedom is expensive”. Questo gli permette di vedere tutto, incontrare chiunque, arrivare dappertutto, ma senza mai farsi irretire dal sistema.

Bill incarna l’esatto opposto della maggior parte dei fashion blogger, soprattutto quelli al centro delle polemiche di questi giorni, quelli che fotografano solo se stessi, che amano solo i loro outfit, che raccontano solo le feste a cui vanno e le persone che incontrano, che fanno tutto questo solo per soldi e regali. Ovvero: persone che vogliono solo far parte del sistema, senza costruire nulla di nuovo o di originale. E soprattutto, senza alcuna autonomia.

Questi fashion blogger (questi, non tutti!) esistono solo in funzione dei marchi, mentre Bill Cunningham ci dimostra che la moda vera la fanno le persone.

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