L’italianità di Italo

Oggi ho viaggiato per la prima volta con .italo, alle 8.10 da Roma Tiburtina a Bologna Centrale, in classe Smart.

Appena uscito dalla metro, vado verso la stazione e incontro il centro servizi NTV, le cui hostess sono gentili e sorridenti, pronte a dare informazioni. Dopo una passeggiata nella meravigliosa desolazione della nuovissima stazione romana (ma cosa aspettano ad aprire i negozi? perché quella bellissima architettura è ancora deserta?), scendo al binario 12 e il treno arriva in perfetto orario da Napoli.

La prima cosa che ho notato sono stati gli ingranaggi a vista sia in corrispondenza delle ruote sia attorno alle porte aperte. Una strana sensazione meccanica in un’epoca digitale. Il dislivello tra banchina e treno è minimo e rende particolarmente agevole salire e scendere anche con bagagli pesanti. Le signorine (le Italine?) che scendono e si mettono accanto alla porta sono gentili e sorridenti, pronte a dare informazioni.

Gli interni delle carrozze sono lineari e dall’aspetto compatto. Maniglie e altri dettagli funzionali sono ben visibili grazie ai colori a contrasto. Le carrozze sono luminose e piacevoli e i posti col tavolino sono pochi: ottima scelta, così non si è costretti ad incrociare le gambe con quelle del vicino. Non mi aspettavo la moquette grigia a terra. La moquette: vabbè che sono tornati gli anni ’80, ma la moquette (come le spalline imbottite) speravo di non vederla mai più, almeno in Italia.

I sedili sono rigidi e alti, ottimi per i viaggi brevi ma forse non così confortevoli per quelli lunghi (a me è venuto un po’ di mal di schiena in zona lombare). I braccioli sono mobili, anche quelli sul corridoio: altra scelta azzeccata, che consente di uscire agevolmente dal proprio posto anche senza dover chiudere il tavolino o fare mosse da fachiro. Lo schienale di fronte è dotato di una comoda striscia in pelle proprio all’altezza dello sguardo che permette di infilare biglietto, telefono o altre piccole cose, proprio quelle che più facilmente si scordano in treno. Non c’è una busta portaoggetti vera e propria, ma una serie di elastici orizzontali: scomodi se devi metterci metterci una bottiglia, comodi se devi riporre una rivista, perfetti per chi deve fare le pulizie.

Il wi-fi funzionava perfettamente e il login è stato rapidissimo, visto che username e password sono gli stessi con i quali si accede alla registrazione del sito (sito ottimamente progettato e che funziona senza intoppi).

La carrozza 7 è dotata di distributore a monete di italianissimo caffè illy (buono) e di un altro dedicato a snack e acqua (dove c’è pure la Ferrarelle: bravi).

Il bagno è spazioso e (alleluia!) dotato di igienico copriciambella di carta, ma il lavandino è microscopico. I sensori per far uscire l’acqua e avviare il getto d’aria calda sono vicinissimi e scomodi, collocati sotto lo specchio: è un’attimo che mentre ti asciughi le mani l’acqua riprenda a scendere. Bisogna ricordarselo e starci attenti: ma questo pensiero non dovrebbe avere spazio nel buon design.

Insomma, una buona esperienza. Per essere una startup, garantisce un prodotto e un servizio ben oltre la beta.

Ma la domanda più grande è: perché chiamarlo .italo? A parte il cibo (i sopracitati marchi più altri, tra cui Eataly), il design italiano dov’è? Nell’immaginario e nei fatti, il nostro design è quello che non vuole scorciatoie, quello fatto di tanto lavoro e maniacale lavorio, quello dei dettagli che nascondono più che mostrare, quello dei materiali e dei colori estetici e non anestetici (come il grigio). Un bel treno, bellissimo e moderno, funzionale e dall’ottimo servizio, ma il design è più vicino a EasyJet che a Poltrona Frau.

Proverò la prima e magari mi sembrerà di essere su una bella auto di lusso italiana, ma la sensazione di essere su un ottimo treno delle linee svizzere o su una metropolitana svedese era molto forte. Va bene ispirarsi alla Svizzera per la puntualità e al Nord Europa per il servizio, ma per il design, non scherziamo, l’Italia non ce la dobbiamo dimenticare.

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Un pensiero su “L’italianità di Italo

  1. Beato te che sei stato così fortunato, io ho viaggiato Napoli – Milano alle 14:00 di domenica e sto viaggiando ora per il ritorno ed in entrambe i casi non funziona il wi-fi ed in più ora al ritorno non funziona neanche il portale di bordo sui monitor touch dell’ambiente club. Deludente.

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