Il corpo nelle parole

8461496479_ecce05bc0a_oLa maestra di Clelia un giorno ha raccontato che gli antichi Etruschi coprivano con un lenzuolo il corpo dei loro defunti. Così Clelia, dopo la morte di suo marito, ha deciso di onorarne la memoria coprendo il suo ricordo di parole. Su un lenzuolo.

Due anni di scrittura, soprattutto durante le notti insonni, hanno fatto nascere un pezzo unico al mondo, un diario completamente scritto su un pezzo di dote. Scrittura che nasce al posto di un ricamo, roba che nemmeno Sophie Calle. Ma questa è vita vera, senza la mediazione dell’arte. Sono parole sincere, dirette, nodose e ruvide come le mani di chi ha visto la povertà, la guerra, il lavoro duro, la morte dei figli. Non si sorride leggendo questo libro, non si compatisce: Clelia Marchi ha sofferto e – come ripete spesso – tutto passa ma nulla si dimentica.

Clelia è nata nel 1912 a Poggio Rusco, paese natale di Arnoldo Mondadori. Dopo una prima trascrizione (fedelissima, con tanto di errori e ingenuità) curata dalla Fondazione Mondadori, ora “Il tuo nome sulla neve (Gnanca na busia)” è edito da ilSaggiatore. Oggi il lenzuolo è conservato presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

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