Sportivi e riflessivi

IMG_6607Da qualche settimana sto indossando i braccialetti traccatutto di Nike e Jawbone, FuelBand e Up. Sono i campioni (per ora) di una categoria di prodotto nuova, quasi fantascientifica, che rappresenta l’evoluzione intelligente e matura dello smart clothing e del wearable computing.

A cavallo tra anni ’90 e 2000 erano temi sulla bocca di tutti (e qualche giornalista nostalgica e a corto di idee ha puntualmente rispolverato l’argomento proprio in questi giorni). Sembrava che giacche con i comandi per il cellulare, cappucci con occhiali e cuffie incorporate, tessuti reattivi fossero solo la premessa per la prossima inarrestabile diffusione di microchip sottocutanei e rapporti soltanto virtuali. Come sempre – per fortuna – il corpo vince sulla tecnologia e il futuro cupo da Grande Fratello (quello di Orwell) non si avvera mai. Almeno nei suoi aspetti più prevedibili.

Non è un caso che un’azienda come Nike abbia deciso di affrontare questa strada: la tecnologia per il corpo deve stare sul corpo. E che forma deve avere questa tecnologia? Prima di tutto deve essere piccola e nascosta, come è accaduto con il progetto pilota Nike+ (quello fatto con Apple). Il braccialetto è però più comodo e, soprattutto, fa l’occhiolino alla moda (altro settore che il corpo lo conosce bene) e può diventare altre cose (un’orologio o uno strumento di gioco social). Poi si collega via Bluetooth con ogni smartphone e i dati si integrano con il profilo Nike+ in un’attimo. L’app è divertente e piena di premi virtuali, che ogni giorno ti dicono quanti obiettivi puoi raggiungere. E come sempre accade da Nike, qui si parla di sudore, performance, gara, ma soprattutto sfida.

Jawbone ha invece scelto un approccio più vicino al benessere, persino alla salute. Il braccialetto Up registra ogni movimento di chi lo indossa, calcolando l’attività che si compie ogni giorno. Ma con l’aiuto dell’utente può fare molto di più: usando l’apposita app, intuitiva e molto ben disegnata, si possono annotare allenamenti, pasti, ore di sonno. Incrociando i dati raccolti dal braccialetto con quelli inseriti, Up è un grado di definire delle medie di comportamento e di dare dei suggerimenti, con un tono di voce sottilmente motivazionale e leggero. È interessante scoprire quanti passi si fanno ogni giorno, ma anche quanto sonno profondo e quanto sonno leggero vanno a comporre la nostra notte. Chiaramente si può formare una squadra di amici e contatti, con i quali si riesce a decidere facilmente di scambiare solo alcune cose invece di altre. Nota positiva sulla privacy e i big data: è molto facile cancellare i propri dati con una delle opzioni delle impostazioni dell’app.

In sintesi, Nike FuelBand è più adatto per gli sportivi, per i pratici, per chi corre sempre e ha spirito competitivo. Jawbone Up è più per geek e riflessivi, per chi è preciso e metodico, per chi vuole approfondire più che gareggiare.

Io per ora continuo a indossarli entrambi, così capirò meglio chi e cosa sono.

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