Into the box, out of the box

 

Dopo aver visto questo video, c’è da aggiungere altro? “Bellissima questa animazione”, verrebbe da dire. E invece no: si tratta di una ripresa video di una serie di proiezioni su pavimento, pareti e due tele bianche azionate da robot. Anche la cinepresa è mossa da un braccio meccanico, in sincrono con gli altri due.

Si tratta dell’inizio di un nuovo genere? Forse sì. Sicuramente gli autori lo credono, visto che hanno scelto un “pionieristico” bianco e nero che vuole creare un paradosso e ci vuole dire che non ci sono nemmeno troppi effetti speciali. Credo si possa dire, senza esagerare, che questa tecnica può avviare un nuovo modo di fare video.

Meraviglia e illusionismo sono obiettivo e mezzo che hanno portato alla nascita di questo piccolo capolavoro. Vale la pena di vedere anche il breve documentario che ne racconta la genesi. Giusto per capire che la santa alleanza tra uomo e macchine può far nascere anche la poesia.

 

 

E sul mitico Motionographer si trova anche un’intervista ad Abdel Gawad di Bot & Dolly.

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