Essere ibridi

10398685925_6cf6932976_o-2Esattamente a 43 anni dall’uscita di Future Shock, un piccolo libro ci racconta grandi cose sul nostro presente e cose ancora più grandi sul futuro che potrebbe arrivare a breve.

Si tratta di L’età ibrida. Il potere della tecnologia nella competizione globale di Ayesh e Parag Khanna: un libro onesto, breve e diretto, pensato per i tempi sempre più rapidi di lettura che ci definiscono, che sottolinea i pro ma anche i contro della rapida corsa verso le tecnologie di domani. Ogni frase è breve e secca, al punto che potrebbe sembrare scritto a colpi di tweet. E di conseguenza ogni frase è pronta per essere twittata.

L’idea di fondo è semplice: andiamo verso un’età ibrida, in cui l’evoluzione umana vedrà sempre più protagonista la tecnologia, al punto che si potrebbe persino parlare di co-evoluzione umano-tecnologica, un percorso di passaggio che – superato il determinismo di Darwin – porterà il corpo umano ad assorbire la tecnologia nel suo processo di cambiamento. Ovviamente la rete, anzi, la noosfera, è al centro e nella visione dei Khanna: uomini e tecnologie agiranno in simbiosi come in un unico grande cervello. Tutto questo porterà cambiamenti alla politica (sempre più partecipativa), alla competizione globale (che vedrà contrapposte le città e non gli stati nazionali), al potere (legato all’informazione e non solo al denaro), alle valute (sempre più elettroniche), all’educazione (che diventerà peer-to-peer), al corpo (che potrà essere riparato ma anche potenziato).

Assisteremo anche alla nascita di un “Sé digitale multiplo”, in cui la memoria sarà ibrida, un misto di neuroni e byte. Senza arrivare a Johnny Mnemonic e alla fantascienza, è quello che ci succede già, quando non ricordiamo se una cosa l’abbiamo vista dal vero o sul web (almeno una volta è capitato a tutti…).

Se nel libro si provano trasformare in tempo presente tutti i verbi al futuro, è incredibile vedere come tutto nel testo funzioni altrettanto efficacemente. Se infatti molti scenari “ibridi” previsti nel libro sembrano parlare di un mondo da film, gli esempi che punteggiano il testo ci fanno capire che in realtà il futuro è già nelle nostre vite e nelle nostre mani.

Per evitare lo choc preconizzato da Toffler, per evitare di essere schiacciati da “too much change in too short a period of time”, meglio pensare a quello che stiamo facendo oggi, a tutti i nostri programmi e progetti, in un’ottica di lungo periodo, consapevoli del fatto che il tempo è sempre più elastico e che il domani arriverà in poche ore.

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