Fact, fiction, faction

foto-9

“I believe in the dream. I believe we only live for our dreams and our imagination. That’s the only reality we really have to know”

Diana Vreeland

Diana Vreeland aveva capito la moda come poche altre persone: sapeva comunicarla bene perché la conosceva nella sua essenza più profonda. La storia della prima fashion editor è nota attraverso libri, mostre e pubblicazioni varie, ma da poco è uscita in Italia un’altra tessera che contribuisce a definire il mosaico della sua immensa personalità. Si tratta di “Diana Vreeland. L’imperatrice della moda“, documentario di Lisa Immordino Vreeland.

Oltre le note di costume e le eccentricità del personaggio, emerge la sua visione della moda: un meraviglioso incrocio di originalità e sogno. La bellezza non c’entra qui, e non è una nota da poco. Per la Vreeland l’unicità è la cosa più importante: lo dimostra bene quando racconta delle modelle scelte perché avevano un naso troppo grosso, un collo troppo lungo, gli occhi troppo grandi.

E poi il sogno, il sottile confine tra fatti e inganno, che sono anche alla base della sua autobiografia. Uno dei suoi figli, Frecky Vreeland, ad un certo punto della narrazione, racconta che un giorno, dopo l’ennesimo aneddoto le fu chiesto: “Diana, is it fact or fiction”. E la risposta fu: “Faction”.

2 Comments

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...