La casa touch

Oggi si parla tanto di touch, ma poco di soft. La mostra La Casa Morbida, voluta da Foscarini e curata da Beppe Finessi, colma questa lacuna.

Il luogo scelto e il tema della mostra creano un’accoppiata più unica che rara. Il Museo Poldi Pezzoli è prima di tutto una casa, ma anche un luogo di collezione ed esposizione di tessuti preziosi e rari. Gran parte dell’esperienza sta nell’attraversare gli austeri luoghi del museo con le sue durezze (marmi, bronzi, stucchi, armature, legno, vetro) e vederli riempiti di mobili imbottiti, tappeti, ricami, lane. Scovando i pezzi della mostra tra i pezzi della collezione si scopre che la scelta è curata all’ossessione, tra oggetti unici o quasi (come il sorprendente “Tappeto Volante” di Ettore Sottsass) e oggetti visti mille volte (ad esempio i “Feltri” di Gaetano Pesce per Cassina), tra essenzialità grafica (il tappeto “Untitled” di Rosemarie Trockel) e iperboli kitsch (la “Piesces Chair” di Carla Tolomeo).

La Casa Morbida di Foscarini non è una smart home: è un abbraccio da abitare. In un’epoca in cui tutti tocchiamo da mattina a sera freddi monitor di vetro, avere a che fare con un tocco caldo e soffice apre il cuore e la mente. Si torna piccoli inventori, si scoprono esperimenti di ogni sorta, si ammirano lavorazioni magistrali, si resta sorpresi dalla semplicità di alcune idee, ci si scopre a violare il “non toccare” che vige nei musei più tradizionali.

La mostra è aperta a Milano, in via Manzoni 12, fino al 5 maggio.

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