Amori da discarica

Qualche tempo fa mi sono fermato a riflettere sull’assurdità del fatto che spesso porto i rifiuti in Montenapoleone. Parlo delle capsule Nespresso che, grazie al progetto Ecolaboration, possono essere restituite al punto vendita per garantirne un corretto smaltimento (io vado in via Verri o in San Babila). E oramai mi trovo a non gettare più una sola capsula nella raccolta indifferenziata.

I rifiuti oggi sono così importanti che ci preoccupiamo di indicare una giusta e corretta strada anche quando siamo costretti a separarcene. E a volte non vorremmo nemmeno allontanarci da loro.

Ce lo dimostra anche un nuovo progetto che – tra design e  arte – crea teneri, dolci, affettuosi rifiuti. Sono i robottini di Massimo Sirelli, realizzati per il progetto Adotta un Robot, “la prima casa adozioni di robot da compagnia al mondo”, presentato durante il Salone del Mobile di Milano alla Mediateca Santa Teresa.

L’idea è semplice e porta a riflettere sull’importanza di recuperare materiali di scarto. Infatti Massimo recupera vecchie latte, lattine, oggetti della memoria, che poi assembla a formare dei robot di varie dimensioni. Andando sul sito del progetto si può scegliere un piccolo da adottare. Ma attenzione, non è sufficiente “acquistarli”, si deve motivare la richiesta, pattuire una cifra per l’adozione e ci si deve impegnare a tenere costantemente aggiornata la community sullo stato di salute e benessere dell’esserino meccanico.

Come non innamorarsi della spazzatura?

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2 pensieri su “Amori da discarica

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