Tempo, luce, movimento

Visto che ormai siamo già da un po’ #dopoilsalone e idee/oggetti/prodotti/progetti che abbiamo visto stanno sedimentando nella nostra memoria, è arrivato il momento di riguardare i nostri album digitali, rivivere qualche emozione, valutare cosa abbia funzionato e cosa no al Salone del Mobile.

Uno dei ricordi più belli è sicuramente legato a Light is Time, l’emozionante installazione di Citizen alla Triennale. Una nuvola di pulviscolo dorato accoglieva i visitatori in una bolla di spazio nero. Avvicinandosi alle particelle, si scopriva che erano milioni e milioni di meccanismi di orologi, sospesi nell’aria grazie a lunghi fili trasparenti. Al centro poi si scoprivano delle microscopiche teche contenti altri meccanismi, canfora più piccoli, da osservare con lenti da orologiaio. Anche la colonna sonora era di qualità assoluta, al punto che si è meritata uno dei due Milano Design Award conquistati (assieme a Best Impact, of course).

Macro e micro, sospensione del tempo, luce nel nero, spazio e terra, movimento e immobilità: le sensazioni si palleggiavano tra estremi opposti, rendendo l’esperienza memorabile, facile da instagrammare e difficile da dimenticare.

Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time Citizen Light is Time

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