Les Poupées and Vader

My new article for Cool Hunting

Les Poupées marks the first collaboration between Italian designer Luca Nichetto and French gallerist Pascale Cottard Olsson in Stockholm. Combining a ceramic candle holder with a glass vase, each object blends cultural references from the pure lines of Finnish artist and designer Timo Sarpaneva and the colors of Italian maestro Ettore Sottsass to the silhouette of Japanese kokeshi wooden dolls.

Another new project by Nichetto for David Design, presented at the Stockholm Furniture Fair, is Vader, a lamp that experiments with the possibilities of traditional ceramic production, pushing craftsmanship to the limit in order to create a modern design piece. The range of colors has been chosen with Scandinavian culture in mind, but at the same time reflects the designer’s Venetian origins.

We talked to Nichetto about these and some forthcoming projects.

With Les Poupées, you have been able to merge Scandinavian, Japanese and Italian design. Were you interested in highlighting the differences or the similarities between these three design cultures?

I was mainly focused on understanding how, in a global world, the classic cultures of such different countries could be able to give me some elements, to let me create a functional puzzle and generate objects to be sold. When you buy Les Poupées, you hold a piece of my personal point of view on Scandinavian, Japanese and Italian history.

The Vader lamp is tied to a different, more pop inspiration. Was the reference to Star Wars a starting point or just fortuitous?

This is not meant to be a pop project since the allusion to Star Wars is pure coincidence. The initial intuition was a minimal gesture, just two cuts into ceramics. As a result, a functional light object for the space is capable of underlining the quality of the material itself, a quality which relies also on manufacturing.

Can you give us a preview of the projects you are working on?

I’ll unveil several projects during the Milan Design Week, including new collaborations for Cassina and De Padova. I’m still continuing my research process with Established & SonsFoscariniCasamania and Emmegi, but I’ll also be present at Salone del Mobile with small projects for the French editors Petit Friture and La Chance.

Les Poupées are on display at the Hallwyl Museum in Stockholm until 4 March 2012 and sell from Gallery Pascale.

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I segreti del Signor Rossi

Milano

Non conoscevo le scarpe di Gianvito Rossi fino a quando non mi è arrivato l’invito per l’inaugurazione del negozio di via Santo Spirito. Un marchio così, in una via così preziosa rappresenta l’incontro di due segreti, che incarnano perciò la quintessenza dello stile milanese: le cose più belle a Milano sono sotto gli occhi di tutti, ma bisogna saperle vedere, oppure sono ben nascoste e bisogna saperle trovare.

La boutique si trova in un’ala dello splendido Museo Bagatti Valsecchi e ne rispetta la natura, ma giocandoci di continuo. Merito del lavoro di Patricia Urquiola, che ha preso molti pezzi del grande design italiano ma cambiandone colori e natura, come le librerie di De Padova che diventano mensole per le scarpe e le lampade disegnate da Citterio che si tingono di rosa cipria. Un lavoro analogo è stato fatto con lo spazio, mettendo il parquet alle pareti, creando cassettoni che sembrano usciti dal set di Tron ma che dialogano con quelli originali del settecento nelle altre stanze. Tutti le vetrine sono di vetro rosato, leziose e divertenti, attraversate dalle grafiche che continuano le pesanti inferriate, intoccabili. Non era un’operazione facile togliere la pesantezza del passato, dare un valore di design e dare vita ad uno spazio innovativo, ma ci sono perfettamente riusciti.

Anche le scarpe passano di continuo dal classico al futuristico, soprattutto quando si scopre che i sottilissimi sandali hanno la suola in fibra di carbonio. Oppure quando si scopre che il signor Rossi in questione è il figlio di Sergio Rossi, che fa un lavoro consapevole di quello che è il passato del suo nome, ma senza fare il passatista. Per certi aspetti lo stile dei suoi prodotti è ancora acerbo, non ancora abbastanza iconico, ma se le premesse sono queste, allora la strada è aperta in direzione di un futuro ricco di sorprese e bei lavori.