Costume National FW 2016/2017

Costume National is synonym with black, New Wave, rock’n’roll darkness. Until now.

The show we saw a few days ago in was Milan truly a surprise. Despite  it felt undoubtedly “Costume”, this time around Ennio Capasa painted his dark canvas with sporadic touches of flashy colors like fire engine red, cobalt blue and chlorophyll green. Not to mention the artisanal “couture” touches, intricate embroidery as well as an elaborate use of studs.

Like in a rock show, the colors acted as spotlights, and spotlights make you discover something that was hidden, underlining once again the mysterious power of darkness.

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Paula Cademartori SS 2016

With the current SS collection Paula Cademartori is showing that she’s not just an “emerging designer” anymore, but a full grown-up creative and entrepreneurial mind.

Bags, shoes and small leather accessories are slowly and inexorably creating a real fashion world, ready to be expanded in several directions. Her vision is clear and her approach is that of an established brand.

It’s not anymore just about color and fun, but here we’re seeing style, class, elegance, irony, something pretty rare and unusual in the landscape of young fashion.

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Lucio Vanotti FW 2016/2017

“Detachment, introspection, distance” are the keywords of the new collection of Lucio Vanotti. And those are also the anti-keywords of the social media age, the perfect antonyms of “sharing, visibility, contact”.

Is this the antidote to the overexposure that fashion is experiencing these days? Probably this is what Giorgio Armani thought when he had to chose one young designer for his initiative in supporting young talents.

Vanotti’s collection is mature and down to earth, perfectly fine-tuned with the contemporary world but courageous and experimental when it comes to shapes, cuts and proportions. After the catwalk, many people in the theatre thought that Lucio would make a very good heir to the design legacy of Gorgeous Giorgio.

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Caruso FW 2016/2017

The next journey of Caruso is once again a journey.

And this time is starts form the land (earthy tones, rare materials, genuine styles) and goes straight to the space, with prints and jacquards that recall NASA but also the Little Prince.

Bravo to Sergio Colantuoni. Once again you made us dream and want to leave with you, to infinity and beyond!

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Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser has some interesting ideas about fashion, and it’s getting clearer and clearer with each collection.

For the next Autumn/Winter he’s proposing a delicate balance of lengths, balances, volumes that really feels out of time. Who cares about the main trends, who cares about the season, who cares about moments and occasions. Arthur (who is also competing for the LVMH Prize) shows there’s an independent and alternative way to get things done, without dramas, chocks and peacock-like costumes.

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

Arthur Arbesser AW 2015

John Varvatos Menswear AW2015

Milan, 17 January 2015

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Drums and drones

L’ultima sfilata di Marras, quella per la collezione uomo PE2015, ha dimostrato come le dicotomie vecchio/nuovo, tradizione/innovazione, digitale/analogico, troppo abusate da giornalisti e uffici stampa senza idee, oramai non abbiano più alcun senso.

Il lavoro di Marras è sempre un tutt’uno, che fonde e trasforma tamburi e droni, maglie sportive e tessuti d’alta sartoria, popolo del circus of fashion e vecchiette alla finestra, sport e birra, Sardegna e Africa, Gigi Riva e Brasile. Tutto mirabilmente accorpato, amalgamato, ridotto, esattamente come accade in cucina: quando mangi un buon piatto non riesci a distinguere gli ingredienti, ma scopri sapori nuovi; non riesci ad analizzare il percorso, ma vuoi comunque godere al massimo di quell’attimo di estasi.

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Il Mediterraneo di Boglioli

Le immagini nostalgiche del turismo nel Mediterraneo negli anni ’60 e ’70 sono l’ispirazione della collezione PE 2015 di Boglioli. Durante la presentazione i modelli erano tranquilli e rilassati, nel cortile di un maestoso palazzo del centro di Milano, uno di quelli che ti fanno pensare di essere a Roma o a Parigi. Il set era ispirato all’Hotel Il Pellicano, storica meta turistica di Porto Ercole, in Toscana. E in pochi secondi ci si sentiva già in viaggio.

In questo contesto i colori (forti e precisi) e i materiali (ricchi e piacevoli al tatto) erano netti e definiti. I toni delle ginestre, tutti i blu del mare, i bruciati da macchia mediterranea in Agosto c’erano tutti, uno in fila all’altro, come un panorama da cartolina piacevolmente sbiadita. Una cartolina nella quale passeggiare con una mano in tasca, tra tagli impeccabili, qualche sottile sorpresa (la spalle più disegnate del solito), proporzioni magistrali, tessuti con i quali vorresti farci una coperta di Linus per averli sempre con sé, in ogni viaggio.

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Un buono spettacolo

Lo scorso sabato Italia a Tavola ha premiato i personaggi dell’anno al Baglioni di Firenze. Una bella occasione per mettere assieme una bella combriccola di grandi chef, in uno showcooking che ha riservato una serie di interessanti sorprese.

La prima è stata l’idea di mettere assieme cibo e moda, con gli abiti che prendevano ispirazione dalla cucina, una prima assoluta per l’Italia. Un gruppo di studenti dello IED Firenze ha collaborato con gli chef per realizzare una serie di abiti, con il supporto operativo di Manusa. D’altronde anche i vestiti sono fatti di ingredienti e ricette che, se svolti a dovere, danno origine alla bellezza. E se è vero che questo primo esperimento poteva apparire un po’ naif, si tratta di una strada interessante e ricca di potenzialità, che potrebbe portare a progetti di intreccio vero e fecondo tra le discipline, un legame che non sia il solito rapporto strumentale della moda che cerca di recuperare la coolness perduta (tipo i ristoranti e i bar aperti dalle griffe, per intenderci).

Ma i vincitori assoluti della serata di sabato sono stati i piatti. Ecco i miei preferiti.

IMG_6976Giancarlo Morelli ha preparato un tuorlo d’uovo confit tiepido affumicato, insalatina di quinoa amaranto e riso soffiato, tartare di salmerino e le sue uova. Bello e buono, anche se il riso soffiato non ce l’avrei messo (non riesco a fare a meno di pensare ai Rice Crispies…). Il tuorlo tiepido mi ha ricordato le uova appena deposte, ancora calde, che bevevo da piccolo nel pollaio di mia nonna: la prospettiva di Anton Egò.

IMG_6975Marco Stabile serviva la sua bruschetta al Grana Padano Dop, cavolo nero e olio del Consorzio Toscano Igp, consigliando di mangiarla con le mani. Ottima scelta: un piatto “ignorante” (come direbbero a Roma) ma pieno di ingredienti sopraffini, da mangiare in piedi, circondati da una sala piena di persone in black tie, facendo facce buffe e leccandosi le dita. Il miglior complimento per lo chef.

IMG_6972Ho fatto due belle scoperte in un colpo solo, perché non conoscevo Rosanna Marziale e non sapevo cosa fosse la maritata. Quella di Rosanna (fatta con Grana Padano Dop all’olio del Consorzio Toscano Igp) era davvero un piatto della memoria, che sapeva di feste in famiglia e dell’amore di chi cucina per i suoi cari.

IMG_6971La manioca croccante con baccalà mantecato, guacamole e paprika affumicata di Andrea Berton è stato il vero fuoco d’artificio della serata: il gusto della paprika (affumicata) dava un profumo di legna bruciata al primo boccone, per poi svanire completamente e lasciare il campo a un gioco tra morbido (il baccalà e il guacamole) e croccante (la cialda di manioca). Una notevole infilata di sorprese per naso, palato e cervello.

IMG_6968Il baccalà mantecato di Daniele Zennaro era tanto semplice quanto sorprendente, perché servito in una cialda rigida, che lo ha trasformato in un potenziale ottimo street food del futuro. Da mangiare a volontà, senza ritegno alcuno, pensando intensamente alle calli di Venezia.

Lupi e Leopardi

Lupi e Leopardi (GIacomo), verde militare e rosa cipria, pelliccia e lana, tubi arrugginiti e monitor al plasma, velluto e gomma, neon e neve, viaggi e ululati. Ogni collezione di Marras è un viaggio nella poesia del fare belle cose.