I segreti del Signor Rossi

Milano

Non conoscevo le scarpe di Gianvito Rossi fino a quando non mi è arrivato l’invito per l’inaugurazione del negozio di via Santo Spirito. Un marchio così, in una via così preziosa rappresenta l’incontro di due segreti, che incarnano perciò la quintessenza dello stile milanese: le cose più belle a Milano sono sotto gli occhi di tutti, ma bisogna saperle vedere, oppure sono ben nascoste e bisogna saperle trovare.

La boutique si trova in un’ala dello splendido Museo Bagatti Valsecchi e ne rispetta la natura, ma giocandoci di continuo. Merito del lavoro di Patricia Urquiola, che ha preso molti pezzi del grande design italiano ma cambiandone colori e natura, come le librerie di De Padova che diventano mensole per le scarpe e le lampade disegnate da Citterio che si tingono di rosa cipria. Un lavoro analogo è stato fatto con lo spazio, mettendo il parquet alle pareti, creando cassettoni che sembrano usciti dal set di Tron ma che dialogano con quelli originali del settecento nelle altre stanze. Tutti le vetrine sono di vetro rosato, leziose e divertenti, attraversate dalle grafiche che continuano le pesanti inferriate, intoccabili. Non era un’operazione facile togliere la pesantezza del passato, dare un valore di design e dare vita ad uno spazio innovativo, ma ci sono perfettamente riusciti.

Anche le scarpe passano di continuo dal classico al futuristico, soprattutto quando si scopre che i sottilissimi sandali hanno la suola in fibra di carbonio. Oppure quando si scopre che il signor Rossi in questione è il figlio di Sergio Rossi, che fa un lavoro consapevole di quello che è il passato del suo nome, ma senza fare il passatista. Per certi aspetti lo stile dei suoi prodotti è ancora acerbo, non ancora abbastanza iconico, ma se le premesse sono queste, allora la strada è aperta in direzione di un futuro ricco di sorprese e bei lavori.

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Stivali, dunque sandali

Milano

L’inverno che arriva, la primavera che arriverà, ci portano una strana convivenza di opposti, di due dimensioni opposte del vestire i piedi: stivali e sandali.

Il sogno di Salvatore Ferragamo era quello di arrivare ad ottenere la scarpa invisibile: ecco i sandali coni fili di nylon per tomaia, le suole di vinile trasparente, rifiutati o non capiti perché al tempo il piede nudo era foriero di scandali e pensieri sconvenienti. Il sandalo oggi è la norma, lo si vede in tutte le strade del mondo. Non più solo per la sera, ma anche per lo sport estremo, per l’arrampicata o la corsa. Sembra che le scarpe chiuse stiano facendo di tutto per aprirsi: per lasciare il piede libero di respirare o per consentirgli di farsi vedere? Il corpo ostentato è ormai protagonista della moda, ed è passato negli ultimi anni per ogni tipo di aderenza e di trasparenza.

La visione di ogni parte del corpo non ha più il sapore della liberazione, nemmeno più quello dell’apparizione. Ferragamo oggi sarebbe a suo agio.