Se bella vuoi apparire

Due video sulle scarpe, due punti di vista: quello dell’utente e quello del creatore.

Il video di Garance Doré ci racconta di una dura giornata al fashion circus, sempre con i tacchi da mattina a sera (con tanto di cameo di Christian Louboutin). Il secondo mostra Barbora Vesela al lavoro nel suo atelier di Londra, mentre nascono dalle sue mani un paio di scarpe.

Prospettive opposte, tecniche diverse, contenuti distanti, differenti livelli di profondità: comunque un modo per imparare un paio di cose sulle paia che tanto ci ossessionano.

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Il ritorno di Stan

STAN_SMITH_PROFILE_lowDa avido consumatore, non posso essere che felice per l’annunciato ritorno delle Stan Smith.

Adidas me l’ha fatta grossa un paio d’anni fa, quando ha deciso di toglierla dal mercato, ma da oggi è disponibile a New York (ma solo da Barneys in Madison Avenue ) e presto sarà distribuita anche nel resto del mondo, aggiornata ma non troppo, con eventi mirati soprattutto alle Fashion e Art Week. La commercializzazione vera e propria avverrà dal 2014.

La Stan Smith è una di quelle icone che ha segnato la storia delle calzature, assieme a pochi altri modelli. E non è una “sneaker”, ma una “scarpa da tennis”, nel vero senso della parola. Ha un nome, un volto, un brand, una forma semplice e una versatilità d’uso che pochi modelli hanno. Come il vino buono più invecchia più è bella: nella mia scarpiera ce n’è sempre un paio malridotto, un paio usato poco, un paio nuovo ancora nella scatola, che non si sa mai. Più qualche paio che sta stagionando. Nei viaggi davvero importanti le ho usate e poi abbandonate nell’ultima tappa prima di tornare a casa, per poi comprarne di nuove al ritorno a casa.

Sono felice di sapere che potrò riprendere il mio rito col mito.

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Shiny happy feet

Some more memories from Milan Fashion Week.

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L’F shoes

My new article for Cool Hunting.

L’F is a line of unisex shoes from Licia Florio and Francio Ferrari, a fashion designer (Florio) and artist/photographer (Ferrari) who also live together. Wanting to create something together the couple came up with L’F, which is comprised of one style for men and women. The shoe comes in combinations of up to three colors, with various details available like studs and hooks. The fresh take on a classic, says Ferrari, was something that could “fully represent our identity.” We caught up with him to preview the Spring 2013 collection and talk more about the brand. Check out the interview below and the first line of L’F unisex shoes online where they sell from €215.

How was your collection born?

We started by hacking some bowling shoes, but eventually they all looked bad. So we decided to focus on something more elegant like a classic brogue—we removed tongue, laces and we started to wear them. We saw that we liked it and our friends started asking were they could buy them. So we entered the world of Italian footwear production, previously unknown to us but very fascinating. We got to work with talented craftsmen—genuine people with dirty hands, but who are able to create the masterpieces that everyone knows.

You are not a heritage brand—how did you want to approach an iconic object like the brogue?

We chose irony. Ours is a very serious shoe in terms of quality and production, 100% handmade in Italy by shoe manufacturers that make shoes for large international brands. They’re very comfortable shoes you can wear all day. However, the colors and materials and their combinations allow us to be fun and give our customers the opportunity to have fun every day. Then we took out the laces and in some models we filled the holes with removable studs, which can be swapped in and out.

We think that people should be brave with accessories, not only with our shoes. We noticed that L’F wearers pay much attention to socks (without the tongue they’re more visible) and tend to shorten their pants hem, to show their styling. We’re happy when our customers have the chance to have fun!

Who wears L’F?

We discovered we have a very wide target, without age limits. It often happens that mothers buy our shoes, and then their daughters steal them. Licia’s grandmother is a big fan of ours, but she just wants the studded ones.

What’s new for the next season?

Spring 2013 is our second official collection—we continue to work on the same model and reinvent it more and more, working on materials and soles. We have four soles: one white and one black “tank” sole, one sports Vibram sole and a sole with a band of microfiber between two layers of leather. In some models we included a hook taken from mountain boots, where you can put rubber bands instead of strings. Then there are different variations of pastel colors and metallic leather monochromes, purposely for fashionistas. We are aiming at extreme yet elegant shoes to give the wearer more fun and joy.

I segreti del Signor Rossi

Milano

Non conoscevo le scarpe di Gianvito Rossi fino a quando non mi è arrivato l’invito per l’inaugurazione del negozio di via Santo Spirito. Un marchio così, in una via così preziosa rappresenta l’incontro di due segreti, che incarnano perciò la quintessenza dello stile milanese: le cose più belle a Milano sono sotto gli occhi di tutti, ma bisogna saperle vedere, oppure sono ben nascoste e bisogna saperle trovare.

La boutique si trova in un’ala dello splendido Museo Bagatti Valsecchi e ne rispetta la natura, ma giocandoci di continuo. Merito del lavoro di Patricia Urquiola, che ha preso molti pezzi del grande design italiano ma cambiandone colori e natura, come le librerie di De Padova che diventano mensole per le scarpe e le lampade disegnate da Citterio che si tingono di rosa cipria. Un lavoro analogo è stato fatto con lo spazio, mettendo il parquet alle pareti, creando cassettoni che sembrano usciti dal set di Tron ma che dialogano con quelli originali del settecento nelle altre stanze. Tutti le vetrine sono di vetro rosato, leziose e divertenti, attraversate dalle grafiche che continuano le pesanti inferriate, intoccabili. Non era un’operazione facile togliere la pesantezza del passato, dare un valore di design e dare vita ad uno spazio innovativo, ma ci sono perfettamente riusciti.

Anche le scarpe passano di continuo dal classico al futuristico, soprattutto quando si scopre che i sottilissimi sandali hanno la suola in fibra di carbonio. Oppure quando si scopre che il signor Rossi in questione è il figlio di Sergio Rossi, che fa un lavoro consapevole di quello che è il passato del suo nome, ma senza fare il passatista. Per certi aspetti lo stile dei suoi prodotti è ancora acerbo, non ancora abbastanza iconico, ma se le premesse sono queste, allora la strada è aperta in direzione di un futuro ricco di sorprese e bei lavori.

Made for Italy

Milano

Fino a qualche anno fa la bandiera italiana si usava solo in occasione delle partite della Nazionale. Ora la si trova un po’ dappertutto nei prodotti di moda e di design: nelle canotte di Dolce&Gabbana, nelle 500, nelle camicie di Moschino, nelle Superga, nelle etichette di tracciabilità delle scarpe.

Il Made in Italy sta diventando sempre di più un Made for Italy, un soggetto di conversazione, un orgoglio quando si va all’estero. Non è più folklore ma identità. E’ per questo importante proteggerlo e comunicarlo nel modo giusto e molti progetti si stanno muovendo in questa direzione, sia da parte delle istituzioni, sia da parte delle aziende.

E’ la nostra carta d’identità quando andiamo all’estero. Può diventare anche uno strumento di coesione per noi italiani.

Vestiti di scarpe

New York

Le scarpe che non sanno più stare al loro posto.

Questo significa che le calzature spesso cercano di ‘salire’ per le gambe, senza limitarsi ad essere stivali, bensì invadendo ambiti che sono tradizionalmente dominio dell’abbigliamento tout-court. I sandali alla schiava abbracciano i polpacci con i loro lacci, ma coprono i pantaloni, creando un’insolita forma di decorazione.

Sta accedendo quello che la storia del costume ha visto a cavallo tra anni sessanta e settanta, gli anni della minigonna. L’esplosione di questo microscopico capo d’abbigliamento fu dovuta, a detta di alcuni studiosi, alla grande importanza assunta proprio dagli accessori, ed in particolare dalle calzature. Le scarpe diventano tanto belle, grandi, vistose, protagoniste che è impossibile nasconderle? Tanto vale mostrarle al massimo, riducendo gli abiti ed aumentando il loro isolamento all’interno del corpo.

Questi ultimi anni dello stile sono stati all’insegna del lusso, dell’accessorio icona, delle borse care come gioielli, delle scarpe con i gioielli, dei gioielli messi in secondo piano dagli accessori, dei bijoux di lusso che si sono inventati un mercato nella moda. In questo panorama, scarpe, sandali e stivali sono diventati essenziali per la definizione dello stile di ogni individuo. Se si sceglie di risparmiare sull’abbigliamento, questo è sempre meno vero per scarpe e accessori, divenuti veri e propri simboli di status, o almeno arrivati a diventare quegli elementi che determinano la distinzione, ma anche la riuscita di una mise. Non c’è azienda affermata che non abbia la sua linea di accessori e i grandi gruppi della moda fanno a gara per acquistare aziende specializzate nella pelletteria d’élite. In questo panorama sembra quasi automatico che le scarpe cerchino spazio e che i consumatori vogliano esibirle al punto da sacrificare (almeno simbolicamente) il vestito.