A proposito di faccia

fotoProprio ieri, l’Oxford Dictionary ha annunciato la parola dell’anno: selfie. La nostra faccia, l’autoritratto, il nostro volto, sono diventati il primo mezzo di comunicazione, anche oltre i rapporti “faccia a faccia”.

Ma c’è gente che la faccia la mette, la usa, per lavoro: le modelle. Una breve storia recente del mondo delle più importanti top-model americane è About Face, un documentario diretto dal grande fotografo Timothy Greenfield-Sanders e pubblicato in Italia da Feltrinelli Real Cinema. Attraverso le testimonianze dirette di molte protagoniste della moda dagli anni ’70 ad oggi, il film racconta (in maniera molto patinata) il mondo della moda visto da chi è stato il corpo della moda, senza lasciare da parte gli aspetti più scomodi, quali droghe e disordini alimentari.

Le protagoniste sono Carol Alt (conosciuta anche in Italia per una serie di film assolutamente dimenticabili), Marisa Berenson (nipote della grande Elsa Schiaparelli), Karen Bjornson (amata soprattutto dal compianto Halston), Christie Brinkley (nota per le copertine delle swimsuit issue di Sports Illustrated), Pat Cleveland (anche lei un’Halstonette), Carmen Dell’Orefice (classe 1931, ancora attiva, probabilmente la modella con la carriera più lunga mai vista), Jerry Hall (madre di quattro figli di Mick Jagger), Bethann Hardison (uno dei volti afroamericani di maggior successo degli anni ’80 e ’90), Beverly Johnson (prima donna di colore a comparire sulla copertina dell’edizione USA di Vogue, nel 1974), China Machado (un’altra bellezza esotica, di origine portoghese e cinese), Paulina Porizkova (fuggita dalla Cecoslovacchia in seguito all’invasione sovietica), Isabella Rossellini (chi non la conosce?) e Lisa Taylor (punta di diamante della Ford Models e musa di Calvin Klein).

Pensandoci bene, i ritratti delle top model sono sempre una forma di autoritratto. Il loro volto dice sempre qualcosa di determinante all’interno dello scatto, afferma per addizione, non per sottrazione. La loro personalità emerge con la forza con cui noi, oggi, vogliamo emerga la nostra nel miliardi di selfies.

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Fact, fiction, faction

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“I believe in the dream. I believe we only live for our dreams and our imagination. That’s the only reality we really have to know”

Diana Vreeland

Diana Vreeland aveva capito la moda come poche altre persone: sapeva comunicarla bene perché la conosceva nella sua essenza più profonda. La storia della prima fashion editor è nota attraverso libri, mostre e pubblicazioni varie, ma da poco è uscita in Italia un’altra tessera che contribuisce a definire il mosaico della sua immensa personalità. Si tratta di “Diana Vreeland. L’imperatrice della moda“, documentario di Lisa Immordino Vreeland.

Oltre le note di costume e le eccentricità del personaggio, emerge la sua visione della moda: un meraviglioso incrocio di originalità e sogno. La bellezza non c’entra qui, e non è una nota da poco. Per la Vreeland l’unicità è la cosa più importante: lo dimostra bene quando racconta delle modelle scelte perché avevano un naso troppo grosso, un collo troppo lungo, gli occhi troppo grandi.

E poi il sogno, il sottile confine tra fatti e inganno, che sono anche alla base della sua autobiografia. Uno dei suoi figli, Frecky Vreeland, ad un certo punto della narrazione, racconta che un giorno, dopo l’ennesimo aneddoto le fu chiesto: “Diana, is it fact or fiction”. E la risposta fu: “Faction”.

Excelsior Milano

My new article from Cool Hunting

Of the many upcoming events planned for the Vogue-sponsored global shopping push Fashion’s Night Out, the debut of Excelsior Milano might make the biggest splash. The work of Italy’s biggest fashion retailer Gruppo Coin, the new complex is located right in the heart of the capital of fashion in a former cinema that has been totally renovated by French starchitect Jean Nouvel.

We had the chance to visit the store before the opening to carefully observe every detail. The project is courageous and innovative; there’s a lot of empty space, proof of how the management chose to work on quality rather than quantity. Lending warmth and sophistication, the choice of lighting and materials, as well as the rhythm of volumes and surfaces, makes the space feel similar to a private art gallery.

Antonia, well-known for her taste and ability to mix avant-garde and business, is behind the choice of brands, clothes and accessories. As a result, Excelsior Milano perfectly balances the concept boutique with a department store.

On the first floor, the focus is on contemporary American designers (still slightly unknown in Italy) such as Theory, Rag & Bone, Alice and Olive and Vince. Mixed in among the clothing you will find home design by Skitsch and the accessories of Globe-Trotter, Mario Portolano and Antipast, as well as a Borsalino limited-edition made exclusively for Excelsior Milano. Other floors will offer more in the way of the pursuit of excellence with labels including Christian Louboutin, Giuseppe Zanotti, Jimmy Choo, Sergio Rossi, Pierre Hardy and Repetto. Also look out for items by Givenchy, Proenza Schouler, Zagliani, Marni, Chloé and Manolo Blahnik.

The ground floor will house a bar (open until 2am), cosmetics, flowers, the luxurious Ladurée macaroons, the sophisticated L’Olfattorio bar à parfums and Tiffany & Co.

In addition, Eat’s space is a real surprise—an actual supermarket, with fresh food, meat, fish, vegetables and wines. The restaurant will offer three dimensions, “now” for the elegant take-away, “fast” for the bistro characterized by seasonal specials, and “slow” for the more traditional restaurant, regularly hosting renowned guest chefs like Davide Oldani.

Excelsior Milano opens Thursday, 8 September 2011, and in other Italian cities over the next few years.

More images here.

Paula Cademartori

My new article from Cool Hunting

Italian-Brazilian accessories designer Paula Cademartori toys with tradition in her signature line of handbags, which bridge classic construction with modern silhouettes and unusual combinations of leather, suede, deerskin and the like.

Cademartori first studied Industrial Design at the Lutheran University of Brazil, then relocated to Italy where she studied fashion management at Milan’s revered business school Bocconi University. Cademartori continued her education at Istituto Marangoni, where she received her Masters in Accessories Design before becoming a junior designer at Versace.

Not surprisingly, Cademartori’s talents were first recognized for a shoe she designed for the Vogue Talents Corner, a project she was selected to participate in during September 2009 and landed her on Italian Vogue’s list of 140 Emerging Designers.

Devoted to ageless elegance, each bag features incredibly precise detailing, durable fine leather and custom-crafted metal hardware. The style names recall princesses and archetypal women like fashion editor and idol Anna Dello Russo, who was one of her first fans.

In addition to her seasonal collections, Cademartori also has Aristocracy, a made-to-order line featuring high quality crocodile leather and beautiful detailing.

Peccato

Milano

Extreme Beauty in Vogue è una mostra interessante. Tutto qua.

Si tratta di una grande celebrazione di Vogue&Dolce&Gabbana, nella quale non si vedono molte novità, ma vale la pena di essere vista in quanto (parziale) antologia di volti e stili di rappresentazione dei volti stessi. Passeggiando per la grande sala del Palazzo dei Mercanti, non si hanno sussulti e le provocazioni (come le cappelle simil darkroom che custodiscono le opere o i cori da chiesa) sono prevedibili.

Un peccato. Ma non perché si sia andati contro qualche comandamento, soltanto per l’occasione persa. Troppa confusione, una linea curatoriale assente, un percorso troppo lineare.

Il vero scandalo estremo è dover pagare per entrare, vista la natura puramente pubblicitaria dell’evento.